Neorealismo - la nuova immagine in Italia 1932-1960

Dal Fascismo al Dopoguerra nella fotografia Neorealista al PhotoArtVerona

Un percorso ricco e completo, che si propone di ricostruire quell’affresco dell’Italia che dal Fascismo al dopoguerra è stato tracciato da coscienze diverse tra loro, ma che utilizzavano la stessa lingua, lirica e documentale al tempo stesso.

di Anna Pasetto - Reporter: Anna Pasetto
Dal Fascismo al Dopoguerra nella fotografia Neorea (fonte: WEB )
Come da tradizione, il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri è partner privilegiato della sezione PhotoArtVerona, che ci vede collaborare alla mostra Neorealismo - la nuova immagine in Italia 1932-1960 a cura di Enrica Viganò - ospitata dal 29 settembre 2012 al 27 gennaio 2013 presso la suggestiva sede di Verona - per indagare il complesso, e ad oggi in parte ancora inesplorato, rapporto tra fotografia e Neorealismo.

Se il contributo di cinema e letteratura a tale ‘movimento espressivo’ è stato infatti ampiamente approfondito e codificato, questa mostra intende ricostruire - anche grazie agli apparati critici di Gian Piero Brunetta sul cinema neorealista, Bruno Falcetto sulla letteratura e Giuseppe Pinna sui diversi medium utilizzati dalla comunicazione visuale nel passaggio da Fascismo a dopoguerra - il ruolo ricoperto dalla fotografia, a partire dall’osmosi con gli altri linguaggi che hanno caratterizzato la stagione neorealista, in una sinergia che ha visto nel moltiplicarsi di voci un contributo positivo e necessario all’oggettività della testimonianza.

Punto di partenza la ricchissima selezione di opere - provenienti da diverse fonti, tra le quali la copiosa Collezione Bertero di Torino - che dimostrano come nel linguaggio fotografico siano state realizzate alcune delle espressioni più vive e coerenti di questa grande stagione culturale italiana.

Nonostante gli autori fossero mossi da motivazioni e finalità non riferibili a un unico manifesto, nonostante partissero spesso da approcci culturali lontani per obiettivi e intenzioni - la qual cosa ha
decisamente influito nel ritardo di un’analisi critica complessiva del fenomeno - l’esito finale li accomuna nell’essere riconducibili alle tematiche e metodiche della poetica neorealista.

Accanto a stampe fotografiche per lo più originali dell’epoca, delicati e preziosi vintage, sono esposti i supporti attraverso i quali le immagini venivano veicolate, come i rotocalchi e i periodici illustrati, i fotolibri e i cataloghi degli eventi espositivi che hanno lasciato un segno nell’evoluzione del linguaggio fotografico.

Anche il cinema è presente, con i manifesti e gli spezzoni dei film più significativi, montati dall'Università degli Studi di Padova come corredo didattico lungo il percorso espositivo.

Il tutto a supportare la tesi secondo cui le radici del Neorealismo sono da ricercarsi già nel periodo in cui l’Italia era dominata dal Fascismo: come teorizzano Viganò e Pinna, essendo il Neorealismo un fenomeno prettamente multimediale ed avendo il Fascismo intuito e colto le enormi potenzialità dei diversi mezzi visuali legati alla comunicazione – quali fotografia, rotocalchi, fotolibri, periodici illustrati, cinema – è proprio in quegli anni che si gettano i semi di questa ‘corrente espressiva’, che non può essere circoscritta a
fenomeno del dopoguerra.

La mostra è corredata da un catalogo i cui apparati raccolgono per la prima volta tutte le biografie dei vari protagonisti, non solo fotografi, ma anche editori, art director, scrittori e critici; oltre alle schede dei principali rotocalchi, delle agenzie e dei circoli e a una cronologia comparata, a cura di Fabio Amodeo, indispensabile
per comprendere i travagli del popolo italiano in quei trent’anni cruciali.

Adottando come piano privilegiato quello della fotografia, il percorso espositivo si sviluppa in diverse sezioni, che comprendono oltre 250 materiali di diversa tipologia, pensate come isole tematiche volte a individuare i principali caratteri dell’immagine neorealista e a contestualizzare il lavoro dei tanti fotografi che operavano all’epoca:

Realismo in epoca fascista
Le radici insospettabili del Neorealismo
Miseria e ricostruzione
Condizioni di arretratezza e fiducia nel futuro
Indagine etnologica
Le grandi missioni scientifiche e le piccole testimonianze sul territorio
Fotogiornalismo e rotocalchi
L’uso dell’immagine fotografica al servizio della comunicazione
Tra Arte e Documento I circoli fotografici: luogo di dibattito e di crescita nell’affermazione dell’artisticità della fotografia

Un percorso ricco e completo, che si propone di ricostruire quell’affresco dell’Italia che dal Fascismo al dopoguerra è stato tracciato da coscienze diverse tra loro, ma che utilizzavano la stessa lingua, lirica e documentale al tempo stesso.

Sarà Italo Calvino nella prefazione del libro “Il sentiero dei nidi di ragno” (Einaudi, 1964), a dare una definizione del neorealismo tra le più appropriate:

“Il Neorealismo non è stata una scuola, ma piuttosto un
insieme di voci, una scoperta delle diverse Italie fino ad allora inedite. Senza la diversità di quelle Italie, sconosciute le une alle altre, non sarebbe esistito il Neorealismo”.

Fotografi in mostra:
Cesare Barzacchi
Carlo Bavagnoli
Aldo Beltrame
Gianni Berengo Gardin
Carlo Bevilacqua
Gianni Borghesan
Giuliano Borghesan
Piergiorgio Branzi
Stefano Bricarelli
Giuseppe Bruno
Alfredo Camisa
Mario Carbone
Mario Carrieri
Calogero Cascio
Tranquillo Casiraghi
Alfa Castaldi
Mimmo Castellano
Enrico Cattaneo
Mario Cattaneo
Giuseppe Cavalli
Renzo Chini
Carlo Cisventi
Cesare Colombo
Vittorugo Contino
Carlo Cosulich
Luigi Crocenzi
Carlo Dalla Mura
Pasquale De Antonis
Mario De Biasi
Plinio De Martiis
Nino De Pietro
Paolo Di Paolo
Mario Dondero
Pietro Donzelli
Ernesto Fantozzi
Tullio Farabola
Stanislao Farri
Ferruccio Ferroni
Mario Finocchiaro
Caio Garrubba
Mario Giacomelli
Giancolombo
Ando Gilardi
Mario Ingrosso
Alberto Lattuada
Giuseppe Leone
Sante Vittorio Malli
Cecilia Mangini
Fosco Maraini
Nino Migliori
Riccardo Moncalvo
Paolo Monti
Luciano Morpurgo
Ugo Mulas
Enrico Pasquali
Federico Patellani
Tino Petrelli
Franco Pinna
Giacomo Pozzi-Bellini
Marisa Rastellini
Stefano Robino
Fulvio Roiter
Chiara Samugheo
Nicola Sansone
Tazio Secchiaroli
Enzo Sellerio
Lamberti Sorrentino
Roberto Spampinato
Fedele Toscani
Luigi Veronesi
Pablo Volta
Arturo Zavattini
Ugo Zovetti
Istituto Luce
didascalie immagini

Il © copyright delle immagini appartiene ai singoli autori, agli eredi, oppure a chi li rappresenta.
Realismo in epoca fascista Cesare Barzacchi Ragazzini di Borgata
Roma 1937© Eredi Cesare Barzacchi Pasquale De Antonis Rapino, pesca della fortuna Abruzzo 1935© Eredi Pasquale De Antonis Istituto Luce Arsia oggi Croazia 1942 © Istituto Luce Giacomo Pozzi Bellini Uno spigolatore Sicilia 1940-41© Eredi Giacomo Pozzi Bellini I circoli fotografici: tra arte e documento
Roberto Spampinato N.U. Milano 1955 © Roberto Spampinato
Miseria e ricostruzione Sante Vittorio Malli Quando la neve è pane
Milano 1956 © Eredi Sante Vittorio Malli Enrico Pasquali Bambini, periferia di Comacchio Emilia Romagna 1955 © Eredi Enrico Pasquali Stefano Robino Alla partenza della “Cristoforo Colombo”
Genova 1959 © Stefano Robino Indagine etnologica Alfredo Camisa
La falce Toscana 1955 © Alfredo Camisa Tranquillo Casiraghi Gente della Torretta Sesto S. Giovanni, Milano anni ‘50 © Eredi Tranquillo Casiraghi Mario Cattaneo Vicoli a Napoli Napoli 1951-1958 © Eredi Mario Cattaneo Nino Migliori Gente dell’Emilia Emilia Romagna 1959
© Nino Migliori Fulvio Roiter Solfatara, 1953 Sicilia 1953 © Fulvio Roiter Fotogiornalismo e rotocalchi Mario De Biasi Gli italiani si voltano Milano 1954 © Mario De Biasi Federico Patellani Minatori di Carbonia Sardegna 1950 © Archivio Patellani

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