La libertà dell'odio. Oggi in libreria il secondo libro di Giacomo Barba

Un romanzo che mette in luce la nuova interpretazione dell'odio sorpassando il concetto di razzismo per spingersi nella natura umana di ognuno di noi

di Fabiola Marchet - Reporter: Fabiola Marchet
La libertà dell'odio. Oggi in libreria il secondo  (fonte: web)
È uscito per Graphofeel Edizioni La libertà dell’odio, il secondo romanzo di Giacomo Barba, dal titolo provocatorio e dalla narrazione brillante e passionale, con introduzione firmata da Carmen Consoli.

«È proprio l’odio il motore degli eventi che si susseguono nei diversi episodi del romanzo», commenta la cantautrice, «quel sostentamento quotidiano necessario per poter affrontare indistintamente un’impegnativa giornata lavorativa o una tanto agognata e rilassante vacanza.»

Una ragazza della Roma bene, Lavinia, viene derubata del suo cellulare. Autore del furto è Yura, un giovane rumeno, che intende rivendere la refurtiva per pagare un debito. Scorrendo la galleria di immagini presenti nel telefonino, Yura si trova davanti il mondo segreto di Lavinia: foto, messaggi, filmati che svelano la parte inconfessabile della giovane donna e le sue attività, un microcosmo nascosto dentro i suoi ‘normali’ diciotto anni.

Decide così di ricattare Lavinia, chiedendole duemila euro in cambio del telefono e minacciando di pubblicare tutto su Internet. Ne nasce una guerra tra due mondi, opposti ma ugualmente spietati: in entrambi quel che conta è appartenere a un clan, l’unica ragione per la quale vale la pena vivere.

La libertà dell’odio è un romanzo moderno, per amanti delle tinte forti, che rivela non solo l’insoddisfazione indotta dai nuovi canali tecnologici di comunicazione – dove la quantità dei contatti ha ridotto la qualità dei contenuti – ma anche il fallimento del multiculturalismo.

L’odio permea tutta la narrazione, colpendo l’altro in senso generico: non solo l’extracomunitario o immigrato di turno, considerato inferiore per la sua provenienza geografica e diversità culturale, e di conseguenza una minaccia.

Oggi il modo di odiare è cambiato: è un odio più democratico, universale, che non colpisce solo chi ha la pelle di colore diverso. «Razzismo non significa più nulla, oggi. Il problema è mille volte più grande. Siamo una popolazione di individui e ognuno di noi è una nazione intera pronta a fare a pezzi quella che non ti cede il posto a sedere sull’autobus. Odia il prossimo tuo perché non è te stesso, non sei tu. Potrebbe essere l’unico vero comandamento del nuovo millennio.»

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