INCISIONI dal XV al XVIII secolo a Torino

La mostra si fregia di un rarissimo SCHONGAUER “L’adorazione dei Magi” del 1470 di cui sono conosciuti non più di 70 esemplari

di Anna Orsi - Reporter: Anna Orsi
INCISIONI dal XV al XVIII secolo a Torino (fonte: CRANACH san crisostomo)
LA MOSTRA: Silverio Salamon l’8 novembre 2012 inaugura la mostra legata al catalogo antologico: INCISIONI dal XV al XVIII secolo.

Mostra e catalogo, dedicate all’arte incisoria degli antichi maestri, rientrano nel programma espositivo della Galleria che da anni ha due appuntamenti fissi: uno primaverile monografico e uno autunnale antologico.

Fino al 26 gennaio 2013, L’Arte Antica di via Volta 9 a Torino esporrà 50 stampe, tutte illustrate nelle cento pagine del catalogo documentato con dati tecnici, iconografici e critici redatti secondo i più recenti studi, supportati anche dalla ricca documentazione a confronto reperibile negli ottomila volumi della biblioteca specializzata della Galleria.

La mostra si apre con un rarissimo SCHONGAUER “L’adorazione dei Magi” del 1470 di cui sono conosciuti non più di 70 esemplari, prosegue con ALBRECHT DURER e il suo “Il mostro marino” oltre al celebre “Ercole e gli effetti della gelosia”.

Lungo il filo della cronologia segue CRANACH con una delle sue cinque o sei incisioni su rame, il rarissimo “San Crisostomo”. Poi il tedesco ALTDORFER, l’olandese LUCA DI LEYDA con il tondo “Presentazione al popolo” della Passione. Quindi una decorativa incisione, lunga più di un metro, di HANS SEBALD BEHAM “La festa del villaggio”, del 1539. Ancora CAMPAGNOLA, “La scuola del villaggio” di BRUEGEL in cui una folla tumultuosa di ragazzini travolge il calzolaio e la moglie che pare, con lo sguardo, supplicare pietà!

Due grandi vedute di Parigi, in un’edizione antichissima, diJACQUES CALLOT introducono il Seicento. REMBRANDT tra cui spicca il celebre “Clement de Jonghe” nell’estremamente raro secondo stato su sei.

Clement de Jonghe fu il mercante di stampe di Rembrandt che distribuì in tutta Europa le sue stampe in particolar modo a Mariette di Parigi, il più famoso mercante di stampe del Seicento. Poi due acqueforti di VAN OSTADE, e infine il fiorentino STEFANO DELLA BELLA. Seguono le stampe del Settecento con le vedute veneziane di MARIESCHI e CANALETTO, e toscane di ZOCCHI. Chiudono la mostra tre importanti stampe di FRANCISCO GOYA tra cui il celebre “Agarrotado”, incisione di denuncia politica su un tipo di esecuzione tra i più crudeli.

LA GALLERIA:
L’ARTE ANTICA è specializzata esclusivamente in stampe originali antiche, moderne e giapponesi dal 1957, anno in cui Ferdinando Salamon trasformò la sua passione collezionistica in attività professionale. Dal 1977 è guidata da Silverio Salamon, da allora la collezione si è ampliata ed evoluta; le mostre e tutti i cataloghi che le accompagnano continuano a essere un riferimento imprescindibile per il collezionismo internazionale.

IL MERCATO:
Come detto mostra e catalogo sono antologici annoverano quindi opere di maestri indiscussi e altre di autori meno conosciuti al grande pubblico, queste ed altre variabili determinano i valori di mercato delle opere esposte che vanno da circa 1.000 a 100.000 Euro per i capolavori belli e rari. Coprendo il periodo delle festività natalizie la Galleria propone, a lato della mostra, anche stampe originali sempre documentate che hanno prezzi assai più contenuti, inferiori anche ai 100 Euro.

La lista di queste opere è consultabile online nel sito internet della Galleria, www.salamonprints.com, in una sezione a parte del catalogo della mostra principale.

NOTE GENERALI PER LA LETTURA delle Schede e dei Cataloghi de L’ARTE ANTICA
e del Catalogo 264 –Autunno 2012


INCISIONI dal XV al XVIII secolo


Sono da considerarsi stampe originali (silografia, bulino, puntasecca, acquaforte, acquatinta, litografia, paper report, cliché verre, serigrafia, ecc.) le prove tirate in nero e a colori da una o più lastre concepite dall’artista stesso, qualunque sia la tecnica impiegata per realizzarle.

Si considerano generalmente alla stregua di stampe originali alcuni d’aprés (per esempio i Brueghel, i Raimondi, i Tiepolo, i Saint Non, i Sorlier-Chagall, i Villon-Picasso, e molti altri), poiché il rapporto tra l’inventore della composizione e l’incisore era strettissimo e soprattutto il soggetto era creato con la precisa destinazione di essere preparatorio alla stampa, oppure questa era la libera interpretazione di soggetti o di stili di altri autori.

Queste particolarità sono indicate nelle schede volta per volta.
La qualità o bellezza dell’impressione è indipendente dallo stato, dalla conservazione, dalla rarità, dal soggetto e dall’autore (una prova tarda di ultimo stato, se stampata con cura, può essere di alta qualità; e si intende che la qualità è alta o bassa nell’ambito della medesima tiratura).

Gli aggettivi d’uso internazionale per definire la qualità sono, in ordine decrescente: superba, splendida, magnifica, bellissima, bella, discreta, mediocre, stanca e povera.

Si menziona sempre l’esistenza o meno della firma. Si ricorda, tuttavia, che questa, non è di nessuna utilità né nella certificazione dell’autenticità né nell’attribuzione. Dunque l’assegnazione di una stampa ad un autore, diversamente di quella di un disegno o di un quadro, viene di regola fondata sulla documentazione storica e non sull’analisi filologica: infatti la stampa, venendo impressa in più esemplari può venire considerata, come il libro, opera pubblicata e perciò di autore certo e documentato.

É difficile parlare di tiratura per le stampe poiché esse erano generalmente stampate a seconda della richiesta. Oltre alle due grandi divisioni, coeve e tarde, le stampe venivano, nell’ambito di quest’ultime, tirate in tempi diversi a seconda della domanda.

La rarità è legata alle poche impressioni eseguite, o alla legge della domanda-offerta e ancora, per gli stessi motivi, una stampa molto rara nei primi stati o in tiratura coeva può essere molto comune negli ultimi stati in tiratura tarda o viceversa.

Si ricorda, dunque, che la rarità è da valutare anche in relazione all’ampiezza del mercato in cui la stampa viene richiesta.
La qualità della conservazione è indicata con le seguenti frasi in ordine decrescente: in eccezionale stato di conservazione, in perfetto stato di conservazione (ad eccezione di...), in buono stato di conservazione (ad eccezione di...), si segnala la presenza di...
I margini sono così classificati: sottilissimo fino a 1 mm, sottile da 1 a 2 mm, piccolo da 2 a 4 mm. buono da 4 a 15 mm, ampio oltre i 15 mm, intonso è un foglio che conserva le misure in cui è stato fabbricato o stampato, con editoriale si intende un foglio che è stato messo in commercio senza margini o con una precisa dimensione di carta scelta dall’artista di concerto con l’editore, con visibile a tratti si intende un margine discontinuo oltre l’impronta del rame o la linea marginale rimarginato è un margine ricostruito.

Alle volte le stampe e le opere su carta sono incollate su di un supporto già dall’epoca dell’esecuzione o su di un passe-partout antico o moderno recante iscrizioni autografe o timbri dei collezionisti e dei critici: in presenza di queste particolarità che, se catalogabili vengono segnalate, il supporto non viene rimosso.

Per destra o sinistra s’intende quella di chi guarda, salvo che si indichi un soggetto animato, esempio: la mano destra o la gamba destra di un uomo sono la sua mano o gamba destra e sono a sinistra per chi guarda; il ramo di un albero è a destra per chi guarda.

Le misure sono tutte in millimetri, altezza per base; si riferiscono per le stampe in cavo all’impronta del rame, per le silografie alla linea marginale e, in difetto di queste, al foglio, per le litografie e le stampe in piano al limite della composizione e si riferiscono al foglio in vendita.

Talvolta i repertori riportano misure leggermente diverse, ciò può dipendere dai criteri di misurazione o dall’elasticità della carta che, a seconda della temperatura/umidità degli ambienti in cui è stata conservata o dalla pressione del torchio, si restringe o si allarga.

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